Il parassitismo dell’ingegneria sociale
Non ha fine la lista delle educazioni a valori e principi cui, secondo alcuni, bisognerebbe educare gli alunni per migliorare la società: sempre sottraendo risorse al sapere.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Non ha fine la lista delle educazioni a valori e principi cui, secondo alcuni, bisognerebbe educare gli alunni per migliorare la società: sempre sottraendo risorse al sapere.
L’insegnante ha grandissime responsabilità, e può certamente sbagliare, ma non tutto dipende da lui.
L’occidente (e la scuola) è in preda ad una furia patologizzante, che crea etichette emotive e psicologiche là dove solo pochi decenni fa c’erano le ineluttabili difficoltà della vita. Tutto ciò però non ha reso le persone più forti e capaci di affrontare il quotidiano.
Fa sempre bene collocare quel che accade nella nostra scuola all’interno di un orizzonte più ampio, altrimenti non si uscirà mai dal provincialismo più passivo.
Non c’è realmente modo di sostituire con profitto i molti effetti benefici dello studio disciplinare, e della curiosità per il sapere. Ogni tentativo di creare negli allievi le condizioni psicologiche ideali e propedeutiche agli apprendimenti apre nuove falle nel processo di formazione della personalità in preparazione alla vita.
Il sociologo inglese Furedi non gira attorno al problema: proteggere troppo i bambini e i ragazzi pregiudica la possibilità che essi raggiungano i traguardi ambiziosi. La pedagogia attuale ha messo al centro questa protezione smodata.
Non fa male proporre qualche esempio, tra le migliaia, di testi del tutto vuoti di senso (o quasi) che spesso coronano il lavoro dei pedagogisti. La presunzione che mandare dalla propria torre d’avorio messaggi oscuri, criptici, rechi alla disciplina lustro e spessore culturale va sempre messa a confronto con i risultati che tale mentalità ha prodotto nella scuola italiana (e non solo).
Non fa male proporre qualche esempio, tra le migliaia, di testi del tutto vuoti di senso (o quasi) che spesso coronano il lavoro dei pedagogisti. La presunzione che mandare dalla propria torre d’avorio messaggi oscuri, criptici, rechi alla disciplina lustro e spessore culturale va sempre messa a confronto con i risultati che tale mentalità ha prodotto nella scuola italiana (e non solo).
Discutere, discutere, discutere razionalmente è il meglio che si possa fare
Quanto apprendono gli allievi da quando le nostre scuole hanno iniziato ad aprirsi al ‘nuovo’?
Presentiamo, a partire da oggi, alcune utili definizioni che accompagnano l’importante opera “Le scuole di cui abbiamo bisogno e perché non le abbiamo” di E. D. Hirsch, pubblicata nel 1996
C’è qualcosa di peggio dei progetti scolastici ordinari
La libertà vale anche per l’insegnamento: ma di che cosa?
Come aveva bene arguito Antonio Gramsci la rinuncia ad una istruzione seria ed estesa a tutti cristallizza la società, eliminando ogni mobilità economica
Siamo davvero convinti della necessaria priorità delle emozioni?
Indottrinare è indottrinare, sia nel bene che nel male; mentre la cultura è il più prezioso antidoto all’indottrinamento
I progetti incidono molto nella scansione del tempo scolastico, ma non si parla quasi mai della loro reale efficacia
Per fare collegamenti bisogna conoscere ciò che si vuole collegare
La miglior via per promuovere i cambiamenti? Mostrare come spregevole ciò che si intende cambiare
Su che cosa poggia la qualità di un insegnante?
È davvero possibile apprendere senza fatica cose che facciano la differenza?
È sempre più difficile nascondere una verità ormai palese: l’essenza di troppa pedagogia è il discredito dell’insegnante in quanto persona di cultura
Sovente la psicologia si è fatta psicologismo, ovvero disconoscimento dei giovani in quanto soggetti morali
I nemici della conoscenza spesso scoprono l’acqua calda e la vendono come terapia per ogni male
Contro le assurdità e le contraddizioni della scuola di oggi nessuno può restare passivo
Autore considerato capitale in molti ambiti, promuove idee a dir poco problematiche che pure hanno affascinato ed affascinano
Oggi capita che la pedagogia muova accuse forse valide un secolo fa, oltre che fondate su concezioni radicali, prive di prudenza scientifica