Libertà di valutazione?
Le pressioni che subisce un’ insegnante che voglia, in coscienza, dare un’insufficienza in pagella in un breve racconto, ironico e molto amaro, di una nostra lettrice.
«Il futuro sarà come sono le scuole di oggi»
Le pressioni che subisce un’ insegnante che voglia, in coscienza, dare un’insufficienza in pagella in un breve racconto, ironico e molto amaro, di una nostra lettrice.
Su un punto siamo tutti concordi: i risultati scolastici, in termini di apprendimenti, sono calati negli ultimi trenta anni. Le teorie per spiegare il tracollo fioccano, ma qui vorrei riflettere su una delle conseguenze future.
Durante un consiglio di classe come tanti, tra lamentele su studenti svogliati e genitori invadenti, il preside propone un’inversione di prospettiva. Il consiglio si trasforma così in un’esperienza rivoluzionaria, in cui l’umiltà e l’onestà prendono il posto della sterile frustrazione.
Un prof di lettere sprofondato sulla poltrona del proprio salotto e immerso nella lettura di un classico giova molto di più ai suoi studenti del prof ‘currens’, di quello, cioè, che si affanna per organizzare progetti transdisciplinari o stage promozionali. Sto bestemmiando?
Il Gessetto riceve lettere relative ad esperienze professionali in cui ci si può rispecchiare. Bisogna restare uniti nella consapevolezza della fase che stiamo attraversando.
Oggi viene chiamato IPIA, e forse la scomparsa della parola “Stato” nell’acronimo sottolinea, in maniera quasi ridondante, come queste strutture vengano oramai abbandonate da Roma a loro stesse, tra i flutti di un lassismo oramai dilagante, ed imperante.
Katharine Birbalsingh è una preside britannica nota per le sue posizioni sull’educazione tradizionale e la disciplina scolastica. Fondatrice della Michaela Community School, promuove rigore teorico, rispetto e ordine, sfidando le idee progressiste sull’insegnamento e sull’inclusione educativa.
Sembra che ogni insegnante possa dire e fare quello che vuole. Significa pluralità e libertà di insegnamento? Non direi, altrimenti saremmo liberi anche di programmare secondo la nostra coscienza e di dichiararlo. Per come la vedo io, abbiamo perso la bussola.
Come in ogni ambito della vita umana, il cambiamento a scuola è continuo: ma c’è stata una fase su cui bisognerebbe portare la nostra attenzione più spesso.
Ovvero: perché è aritmeticamente certa la promozione in uno pseudo-Liceo Linguistico.
Il diavolo si annida nei dettagli e molti sono i segnali della grave crisi del sistema scolastico.
DSA significa: disturbo specifico dell’apprendimento. Studiando si viene a sapere che i disturbi specifici dell’apprendimento sono quattro e ben caratterizzati: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. Chiaro e semplice. Quando si passa alla pratica e si legge una diagnosi, purtroppo, le certezze vengono meno.
Un confronto su cui riflettere: un’italo-spagnola ora insegnante nella scuola svedese ricorda il proprio percorso di studi nel paese dove è cresciuta.
Un libro ironico ma aggraziato sulla scuola italiana, nella quale abbiamo sempre più bisogno di antidoti, terapie e catarsi
Il seguente episodio è accaduto nel settembre 2024, in una scuola italiana. Per me non si…
Nel mondo della scuola di oggi trasmettere il sapere è considerato da molti come un atto di superbo protagonismo da parte degli insegnanti.
Su che cosa poggia la qualità di un insegnante?
Sempre più spesso dirigenti e docenti cedono ai ricatti e certificano il falso.
Le storie di riscatto attraverso lo studio e la cultura non sono sempre storie di successo immediato e genialità precoce, ma sono spesso racconti caratterizzati da cadute e sacrifici che oggi quasi nessuno considera accettabili. Ma a quali costi, in termini di mobilità sociale?
Anche all’estero non mancano i dibattiti sulla scuola, non di rado centrati proprio sulle idee pedagogiche, anziché sulle sole ragioni di economia dell’istruzione
Solo una solida cultura può davvero fare la differenza nella vita di chi non può percorrere altre vie