Libertà di valutazione?
Le pressioni che subisce un’ insegnante che voglia, in coscienza, dare un’insufficienza in pagella in un breve racconto, ironico e molto amaro, di una nostra lettrice.

Una nostra lettrice ha postato sulla nostra pagina Facebook un commento che riporta le immaginarie reazioni di un Dirigente Scolastico “zelante” di fronte alla volontà di una docente di mettere un voto insufficiente in pagella. Il racconto non è totalmente il frutto di pura fantasia.
La nostra lettrice – che ringraziamo – preferisce restare anonima. Ciò conferma come in molte scuole italiane si viva una minacciosa atmosfera censoria, nel timore di subire ritorsioni per avere osato dire l’indicibile, ossia ciò che tutti sanno essere vero.
“Professoressa, lei vuole davvero mettere insufficiente a questo povero ragazzo?
No che poi arrivano mamma, papà, zio, nipote, cugino, avvocato.
E poi?
E il PDP?
E il congruo preavviso?
Ha specificato il programma sul registro?
Gli ha dato le mappe?
E il formulario?
E la calcolatrice?
Il font era adatto?
La spaziatura?
La dimensione del font?
Ha letto a tutti e ventisei la verifica personalizzata (in un’ ora di verifica)?
Ha fatto la compensazione orale indicandola sul registro e programmandola senza sovrapposizioni con altre materie ma entro 15 gg dalla prova?
La verifica era personalizzata?
Gli ha dato tempo aggiuntivo?
Lo ha supportato durante la prova?
Ha compreso il suo disagio?
Ha valutato se ha dormito un numero di ore adeguate per affrontare la prova?
Ha accertato che in famiglia non vi fossero turbamenti che avrebbero potuto destabilizzarlo?
E no, non va bene lo stesso. Il 14 di agosto verrà chiamata per scrivere una relazione dettagliata perché i genitori faranno ricorso“.
Ecco perché molti preferiscono mettere comunque 6…

Sei vittima di mobbing, di pressioni indebite, o dell’atteggiamento ostile o aggressivo di alcune famiglie?
Raccontaci quel che ti accade perché si sappia, per sentirci meno soli, per trovare insieme la forza di reagire.